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Porta Saragozza


Porta Saragozza per le vicende che la riguardarono soprattutto dal XVII secolo in poi, potrebbe essere chiamala la “Porta sacra” o la “Porta dei pellegrini”; e non solo perché da lì passavano i fedeli che raggiungevano la sommità del colle della Guardia per venerare l’icona della B. V. di San Luca, ma anche perché il suo nome - probabilmente derivato da una mitica vittoria degli eserciti cristiani contro i musulmani – evocava l’occidente lontano dei pellegrinaggi in terra iberica. Eretta nel XIII e dotata nel 1334 di un avancorpo e di un ponte levatoio che valicava il fossato, ha oggi l’aspetto che le fu conferito dal radicale restauro condotto nel 1859 dall’architetto Giuseppe Mengoni, che fece sostituire il cassero medievale con quello attuale raccordandolo con due portici merlati ai due torrioni cilindrici laterali. Rimasta a lungo un varco secondario e più volte inutilizzata - tanto che nella descriptio del 1371 non era menzionata - acquisì particolare rilievo da quando nel 1674 fu edificato il lungo portico che conduce alla Basilica della B. V. di San Luca, come punto di arrivo e di partenza delle processioni che accompagnano l’icona mariana che in precedenza transitavano per porta di Sant’Isaia.
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