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"Comunicati e rassegna stampa"




06.04.2009
Nei cantieri con i restauratori
Il Resto del Carlino

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06.04.2009
E i graffitari dopo i primi assalti sono stati respinti
Il Resto del Carlino

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30.03.2009
Serata a teatro dedicata alle porte monumentali
Il Resto del Carlino

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25.03.2009
E' iniziato lo "spogliarello" delle porte
Il Resto del Carlino

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23.03.2009
Recuperate le antiche porte della città
L'Informazione - Il Domani 2

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23.03.2009
Un muro lungo otto chilometri
L'Informazione-Il Domani 1

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23.03.2009
Porte della città, il restauro rivela
L'Unità

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23.03.2009
Rinascono le porte
Il Bologna

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23.03.2009
Finiti i lavori
Il Corriere di Bologna

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23.03.2009
Le Porte svelate
La Repubblica

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23.03.2009
A Pasqua si riaprono le porte
Il Resto del Carlino

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20.03.2009
Scheda tecnica del restauro
L’intervento su otto corpi di fabbrica per un unico complesso architettonico.  Introduzione I lavori di restauro delle Porte Monumentali rappresentano il primo intervento di restauro conservativo e scientifico eseguito su questi monumenti, straordinari per la testimonianza storica che ancora danno della Bologna medievale, nel loro delimitare uno dei centri storici più ampi e integri d’Europa. L’intervento è stato curato dal Consorzio Co.ar.co., con progetto e direzione lavori dell'architetto Silvio Vianelli e realizzato dalle tre imprese bolognesi di restauro, Leonardo, s.r.l., Kriterion s.n.c. e Laboratorio degli Angeli s.r.l.. Ha avuto inizio con una complessa campagna di analisi degli edifici. Grazie ai ponteggi, infatti, è stato possibile per la prima volta nella storia studiare direttamente le murature delle porte, un palinsesto unico per l’edilizia storica bolognese che va dal Duecento al XIX secolo; tutto questo, insieme ad analisi di laboratorio e allo studio della documentazione storica, ha permesso di identificare e analizzare le fasi di costruzione che hanno interessato le Porte nei secoli, documentandone tecniche costruttive e materiali impiegati e registrandone lo stato di conservazione, per poter scegliere le metodologie e gli strumenti di restauro.Anche se attualmente le Porte sono Corpi di Fabbrica isolati lungo i viali cittadini, lo spirito con cui ci si è approcciati a questi monumenti è stato quello di considerarli parti di un unico complesso architettonico, come è stato nelle intenzioni iniziali della loro costruzione e come è emerso dai risultati delle analisi che hanno evidenziato analogie nelle fasi costruttive, nelle tecniche e nei materiali impiegati nei vari interventi. Fondamentale, per condurre il restauro in modo unitario, è stata la volontà di Banca di Bologna di finanziare contemporaneamente l’intervento su tutte le porte.  Risultati delle analisi Sono stati individuati sei periodi di edificazione e ricostruzione di cui si possono ancora leggere le tracce sulle murature delle Porte. La fase di edificazione, risalente al XIII secolo, è stata individuata in tutte le porte (ad eccezione ovviamente dei casseri di S. Stefano ricostruiti nel XIX secolo). Dalle murature risulta una sostanziale analogia costruttiva di tutti i casseri, a testimonianza del fatto che il Committente di allora aveva concepito questi edifici come un unico monumento, e ne aveva presumibilmente affidato la costruzione a maestranze unitarie. La prima modifica significativa avviene nel corso del XIV secolo, quando le Porte accentuano il loro carattere difensivo con l’edificazione degli avancorpi di protezione dei ponti levatoi, tuttora conservati a Porta S. Donato e Mascarella, e in tracce a Porta S. Vitale. L’analisi stratigrafica ha portato ad identificare, tra il XV e il XVI secolo, una serie di interventi architettonici finalizzati a cambiare il carattere difensivo delle porte in quello di rappresentanza. Si tratta di lavori che hanno interessato le parti superiori di tutte le Porte.Sono state ritrovate tracce di intonaci di questi periodi che presentavano un colore giallo nei torrioni e rosato nei corpi. Dobbiamo quindi immaginarci le Porte nel Cinquecento tinteggiate di giallo nelle parti in aggetto (come se si trattasse di arenaria) e di rosa scuro nelle murature di fondo (simile al cotto).  Gli interventi più significativi nei secoli successivi (nel XVIII e XIX secolo) sono le risistemazioni delle Porte S. Felice e Castiglione, e la realizzazione ex novo delle Porte Santo Stefano in arenaria nell’ottocento.  Nel secolo scorso, i lavori sono connessi alla demolizione delle mura e di tutti i corpi di fabbrica che nel tempo erano stati edificati in appoggio alle Porte: si tratta di porzioni realizzate sia con materiale di recupero che con mattoni nuovi, ad imitazione di quelli più antichi.  Interventi di restauro Il restauro ha coinvolto un totale di 35 operatori restauratori, tecnici specializzati negli interventi sull’edilizia storica, è stato condotto su tutte le porte in contemporanea.L’intervento è stato distinto in quattro macro-fasi: i consolidamenti (eseguiti sia in fase preliminare che durante l’intervento), la pulitura, le reintegrazioni (comprendenti ricostruzioni, stuccature e velature) e i protettivi. Le zone più degradate, per ragioni legate al materiale costitutivo ma soprattutto alla mancanza pressoché totale di interventi di conservazione specifici, erano le parti in arenaria. In molti casi è risultato necessario, al fine di preservare il materiale originale, eseguire una messa in sicurezza con interventi di preconsolidamento. I metodi adottati per i consolidamenti sono stati differenziati sulla base delle patologie del materiale oggetto di intervento: dalla consueta imbibizione con silicato di etile all'iniezione localizzata di resine acriliche o bicomponenti. Va sottolineato che a porta Santo Stefano è stato sperimentato con successo l’uso di una macchina sotto vuoto. Il sistema, in genere impiegato per opere mobili, si basa sulla tecnica d'intrusione del materiale consolidante effettuata sfruttando una forte depressione provocata da una pompa per vuoto che permette la penetrazione del prodotto in modo uniforme, e quindi un consolidamento più efficace. L'applicazione di questo metodo, in un contesto inusuale come il consolidamento di elementi lapidei in esterno, rappresenta un valido esempio anche per interventi futuri. Anche la pulitura è stata differenziata in relazione ai depositi, ai materiali e al loro stato di conservazione: accanto all’azione di impacchi (con miscele di prodotti basico-solventi) sono state impiegate altre metodologie come la microsabbiatura unita ad un sistema con acqua a pressione controllata che permette di calibrare l’azione meccanica delle polveri; inoltre, i lavaggi con acqua atomizzata e l’utilizzo di strumentazioni meccaniche come vibroscalpelli e ablatori ad ultrasuoni per l'abbassamento dei depositi di notevole spessore o la rimozione di vecchi interventi.Durante le fasi di pulitura di Porta Santo Stefano sono emerse le tracce di alcune scritte della seconda guerra mondiale di cui si conservava la memoria ma che erano state nascoste da scritte vandaliche e interventi di tinteggiatura eseguiti per coprire i graffiti. Si tratta di frammenti di indicazioni stradali, alcune delle quali in lingua tedesca, per le città di Firenze (“nach Florenz”), Pistoia, Ferrara, Ravenna e Forlì, dipinte a pennello, direttamente sulle cortine murarie del monumento, ora visibili grazie ai restauri. Le reintegrazioni delle murature hanno riguardato prevalentemente le malte di allettamento e sono state realizzate con lo scopo di effettuare un intervento conservativo e coerente con i paramenti originali: sono quindi state utilizzate malte realizzate direttamente dalle imprese di restauro, composte in loco utilizzando sabbie fluviali e calce e integrando cocciopesto o polvere di marmo dove necessario. Per salvaguardare i restauri, sono stati stesi su tutte le superfici dei protettivi che hanno la funzione di idrorepellenti, per permettere la traspirazione delle murature.  Per garantire la durata nel tempo dei lavori di restauro e la salvaguardia di questi monumenti sarà importante prevedere un protocollo con monitoraggi e interventi di manutenzione programmata.
20.03.2009
Conclusione del restauro delle porte di Bologna
“Per Banca di Bologna la territorialità è un valore, una responsabilità ed una strategia di crescita. Ciò comporta sfide su vari piani. Oggi presentiamo il risultato della sfida lanciata sul piano dell’adesione culturale al nostro territorio, ovvero la conclusione del Restauro delle Porte monumentali di Bologna con il quale abbiamo voluto contribuire a ristabilire un più forte senso di appartenenza e di rispetto per la nostra città”. Questa la ragione di fondo che Enzo Mengoli, Direttore Generale di Banca di Bologna, ha indicato presentando alla stampa le iniziative che nei prossimi giorni sottolineeranno la conclusione delle attività di restauro e la “scopertura” delle Porte Monumentali di Bologna. Il restauro, presentato alla città a fine 2007 si è sviluppato e svolto secondo il progetto concordato con la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici e con la Amministrazione Comunale, ed ha rispettato i tempi pianificati. I lavori di restauro hanno avuto un costo complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, sono stati affidati al Consorzio Co.ar.co. su progetto e direzione lavori dell'architetto Silvio Vianelli e sono stati svolti dalle tre imprese bolognesi di restauro, Leonardo, Kriterion e Laboratorio degli Angeli. Hanno richiesto un impegno tecnico ed architettonico di assoluto rilievo, sia per la complessità dell’intervento, che per la sua ampiezza: si è infatti intervenuto su tutte le Porte contemporaneamente e sono state utilizzate tecniche di restauro innovative, che hanno tra l’altro permesso di effettuare interessanti scoperte sulla storia di questi monumenti e sul loro ruolo ed aspetto nei secoli scorsi. Sono, ad esempio, stati recuperati sulle murature i resti di intonaci pigmentati, che hanno restituito storicamente l’immagine di una Bologna rinascimentale vivace e colorata, con le porte di accesso alla città colorate di rosso e di giallo. Sono state anche scientificamente datate le varie fasi di evoluzione e trasformazione delle porte, evidenziando sempre la caratteristica di una comune committenza: su tutte le porte, nelle sei fasi storiche più importanti (dal XIII al XX secolo), i lavori si sono svolti sempre contemporaneamente e con la committenza del Comune, allo stesso modo nel quale oggi si è realizzato il restauro. ”Abbiamo voluto fare un dono ai bolognesi, motivato dallo stesso senso di appartenenza a Bologna che abbiamo noi - afferma Marco Vacchi, presidente di Banca di Bologna - insieme a coloro che hanno collaborato per realizzare questo progetto. A cominciare dai docenti e dagli studiosi, Eugenio Riccomini, Rolando Dondarini, Giancarlo Roversi e Marco Poli, chiamati a dare vita al comitato scientifico garante del valore culturale della nostra iniziativa”. Un dono a tutti i bolognesi che saranno invitati a partecipare, il prossimo lunedì 30 marzo, all’evento “Le Porte di Bologna si raccontano”: dalle ore 21,00 al Teatro Duse, gli stessi Eugenio Riccomini, Rolando Dondarini, Marco Poli e Giancarlo Roversi ci porteranno alla scoperta di aneddoti e curiosità sulla storia delle Porte Monumentali e di Bologna, e le voci di Luigi Lepri e Roberto Serra, accompagnate dalle musiche ed i canti di Fausto Carpani e Antonio Stragapede, saranno interpreti di piacevole confronto tra la Bologna antica e quella moderna. “Le iniziative culturali parleranno di Bologna anche nei prossimi mesi:” dice nuovamente il Direttore Generale Enzo Mengoli, “stiamo infatti progettando una serie di incontri, nei quali studiosi ed esperti parleranno di Bologna a platee diverse per sensibilità ed interessi, e pensiamo di pubblicare entro l’anno anche un volume nel quale raccogliere i contributi di quanti sul Progetto di Restauro delle Porte Monumentali sono stati coinvolti, per lasciare alla città ed ai bolognesi una memoria di difesa e salvaguardia, di valorizzazione e di riscoperta del nostro patrimonio storico monumentale cittadino”.

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08.02.2009
"8 idee d'amore per Bologna", premiata la scuola media Filopanti
Budrio dentro e fuori

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03.09.2008
Comunicato stampa - concorso "8 idee d'amore per Bologna"

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09.12.2008
Comunicato stampa - concerto di natale Harmonicus Concentus

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04.09.2008
Cosi i bimbi sognano la città
Leggo

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04.09.2008
Bologna Sogna (8 volte)

Corriere della Sera



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26.11.2008
Diecimila "idee d'amore" per Bologna
Leggo

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04.09.2008
Via i cantanti le porte ai bambini
City

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04.09.2008
I sogni dei bambini colorano le porte della città
Il Resto del Carlino

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04.09.2008
Le idee dei bimbi sulle porte cittadine
La repubblica

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07.09.2008
Dalle scuole otto idee per Bologna
Avvenire - Bologna7

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09.12.2008
A Casalecchio vince Davide
Il Resto del carlino
15.12.2008
8 idee d'amore per Bologna
Casalecchio notizie

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14.03.2008
Stendiamo un velo
Architettura.com

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24.08.2008
Sant'Isaia e San Mamolo. Ricostruiamo le due porte
Il Resto del carlino

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30.11.2008
Sulle porte "idee d'amore" dei bambini per la città
Avvenire

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30.11.2008
Premiazioni concorso- le porte sono più belle con i sogni dei bambini
Il Resto del Carlino

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30.11.2008
Premiazione in grande stile per i piccoli artisti delle 8 porte
Il Corriere della Sera

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30.11.2008
Premiazioni concorso- le porte sono più belle con i sogni dei bambini
Il Resto del Carlino

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29.11.2008
Premiata la classe IID della Scuola Media Filopanti per il concorso "8 idee d'amore per Bologna"
Budrio notizie

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28.11.2008
Otto idee d'amore per Bologna

Mamme nella rete- blog



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26.11.2008
8 idee d'amore per Bologna
La Repubblica

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26.11.2008
Bologna disegnata dai bimbi. Sulle porte
Corriere della Sera

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26.11.2008
Mini artisti per le porte
Metro

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26.11.2008
10000 "idee d'amore" dagli alunni per le porte di Bologna
L'Unità

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26.11.2008
8 idee d'amore per Bologna
La Repubblica

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26.11.2008
I disegni dei bambini colorano le porte della città
Il Resto del Carlino

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26.11.2008
Diecimila "idee d'amore" targate Banca di Bologna
Il Domani

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26.11.2008
Idee d'amore per la città: 10000 partecipanti
Il Bologna

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03.09.2008
8 idee d'amore per Bologna
“8 idee d’amore per Bologna”, con questo titolo Banca di Bologna dà il via ad una nuova iniziativa rivolta ai giovani delle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta la provincia di Bologna, per stimolarne la creatività, il legame affettivo e di conoscenza con Bologna ed il suo territorio, nel contesto del progetto di Restauro delle Porte Monumentali della città.

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20.11.2007
Restauro delle Porte monumentali di Bologna
“La territorialità è, e sarà, per Banca di Bologna un valore, una responsabilità ed una strategia di crescita. Ciò comporta sfide su vari piani. Oggi presentiamo una sfida sul piano dell’adesione culturale al nostro territorio, ovvero il restauro delle Porte monumentali di Bologna”.

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24.08.2008
Rassegna Stampa 24 agosto 2008
Rassegna stampa 24 agosto 2008 - il Resto del Carlino
"Sant'Isaia e San Mamolo: ricostruiamo le due porte".

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14.03.2008
Rassegna stampa 14 marzo 2008
RAPPORTI ANNUALI DELL'ARTE E DELL'ARCHITETTURA - MARZO 2008
Su "Il Giornale dell'Architettura" del mese di marzo 2008, pubblicato un interessante articono dove viene messo a confronto il restauro delle Porte di Bologna con quello della Ghirlandina di Modena.

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04.12.2007
Rassegna stampa 4 dicembre 2007
Rassegna stampa del 4 dicembre 2007

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25.11.2007
Rassegna stampa 25 novembre 2007
Rassegna stampa del 25 novembre 2007

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21.11.2007
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 7
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 7

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21.11.2007
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 6
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 6

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21.11.2007
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 5
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 5

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21.11.2007
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 4
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 4

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21.11.2007
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 3
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 3

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21.11.2007
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 2
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 2

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21.11.2007
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - 1
Rassegna stampa 21 novembre 2007 - prima parte

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Banca di Bologna