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"Un progetto per Bologna"



Considero una bella iniziativa la decisione di Banca di Bologna di finanziare il restauro delle porte monumentali della nostra città. Impegnativa per il numero degli interventi previsti, per la complessità dei lavori, per la delicatezza dei restauri che riguardano uno dei simboli della nostra storia cittadina. Contrastare le tendenze negative, sostenere le azioni positive, sui vari piani sui quali è possibile agire: questo credo sia uno dei doveri delle istituzioni private e pubbliche. Dunque non farà meraviglia che all'operazione finanziata e gestita da Banca di Bologna, l'Amministrazione comunale abbia aderito con viva partecipazione. Siamo sulla stessa linea di azione: preservare, valorizzare, rendere fruibile e godibile ciò che appartiene alla comunità tanto più quando si tratta della nostra storia. Gli studiosi di varie discipline che Banca di Bologna ha attivato e la loro convinta adesione, la partecipazione di illustri personalità bolognesi, la convergenza di intenti e di pareri ottenuti dalle varie Autorità, confermano il valore dell'iniziativa, che si protrarrà nel tempo, parlerà ai giovani, recupererà la memoria degli anziani, farà comprendere a tutti, anche a chi bolognese non è, che il decoro, la tradizione, la cultura e la bellezza sono una aspirazione continua della nostra comunità.
Sergio Cofferati
Sindaco di Bologna



E' motivo di soddisfazione vedere che una iniziativa, sottoposta al vaglio di prestigiose competenze, trova piena condivisione. La nostra volontà e' stata quella di manifestare gratitudine alla Città che ci ha visto crescere, con un gesto al contempo simbolico e concreto, restaurando le Porte monumentali che letteralmente la cingono in un abbraccio. In questo abbiamo raccolto la collaborazione del governo cittadino e delle pubbliche autorità, che qui ringraziamo. Il Progetto non sarà solo un'opera di restauro ma diverrà una "grande operazione culturale" tesa a fare appropriare i cittadini bolognesi, e soprattutto i giovani, di un patrimonio significativo del loro passato remoto e recente. Vogliamo ringraziare in particolar modo le illustri personalità bolognesi che ci affiancano in questo progetto, offrendo alla nostra Città una grande prova d'amore. Si parla spesso di economia della cultura, intendendo quanto la cultura e i beni che da essa derivano siano fattori di sviluppo. Noi crediamo che ci sia il bisogno di riaffermare e radicare anche una "economia del senso civico e della civiltà urbana" come precondizione, affinché nella sfera economica si esprimano le potenzialità positive della produzione e più in generale della creazione di valore. Banca di Bologna trae le ragioni del suo sviluppo dall'economia del territorio del quale vuole interpretare esigenze e prospettive, attraverso una governance ed una compagine sociale che di quelle forze economiche è espressione. Non esclude tuttavia dalla propria visione l'adesione convinta a quella "grammatica interiore" del territorio e dell'ambiente, che deve vivere in tutte le sue dimensioni, a partire da quella storica e culturale, e deve essere salvaguardata dagli insulti, dei quali quelli del tempo a volte possono non essere i peggiori. E' una opera, questa, che richiede collegialità, partecipazione e collaborazione. In questa occasione l'abbiamo riscontrata in sommo grado. E' motivo di soddisfazione vedere che una iniziativa, sottoposta al vaglio di prestigiose competenze, trova piena condivisione. La nostra volontà e' stata quella di manifestare gratitudine alla Città che ci ha visto crescere, con un gesto al contempo simbolico e concreto, restaurando le Porte monumentali che letteralmente la cingono in un abbraccio. In questo abbiamo raccolto la collaborazione del governo cittadino e delle pubbliche autorità, che qui ringraziamo. Il Progetto non sarà solo un'opera di restauro ma diverrà una "grande operazione culturale" tesa a fare appropriare i cittadini bolognesi, e soprattutto i giovani, di un patrimonio significativo del loro passato remoto e recente. Vogliamo ringraziare in particolar modo le illustri personalità bolognesi che ci affiancano in questo progetto, offrendo alla nostra Città una grande prova d'amore. Si parla spesso di economia della cultura, intendendo quanto la cultura e i beni che da essa derivano siano fattori di sviluppo. Noi crediamo che ci sia il bisogno di riaffermare e radicare anche una "economia del senso civico e della civiltà urbana" come precondizione, affinché nella sfera economica si esprimano le potenzialità positive della produzione e più in generale della creazione di valore. Banca di Bologna trae le ragioni del suo sviluppo dall'economia del territorio del quale vuole interpretare esigenze e prospettive, attraverso una governance ed una compagine sociale che di quelle forze economiche è espressione. Non esclude tuttavia dalla propria visione l'adesione convinta a quella "grammatica interiore" del territorio e dell'ambiente, che deve vivere in tutte le sue dimensioni, a partire da quella storica e culturale, e deve essere salvaguardata dagli insulti, dei quali quelli del tempo a volte possono non essere i peggiori. E' una opera, questa, che richiede collegialità, partecipazione e collaborazione. In questa occasione l'abbiamo riscontrata in sommo grado.

Marco Vacchi
Presidente Banca di Bologna
Enzo Mengoli
Direttore Generale Banca di Bologna
Banca di Bologna